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GENOVA È
morto a Genova all’età di 71 anni l’ing. Pier Giorgio Perotto,
ingegnere dell’Olivetti, che nel 1965 inventò il primo personal
computer, chiamato «Programma 101». Nel 1991 ricevette per
questo il premio Leonardo Da Vinci del Museo della Scienza e della
Tecnica di Milano.
Nato a Torino nel 1930, l’ing. Perotto è stato dal 1967 al 1978
il direttore generale dei progetti e delle ricerche della Olivetti,
ruolo nel quale fu protagonista della grande trasformazione della
società di Ivrea da azienda meccanica in azienda elettronica e di
sistemi. Docente al Politecnico di Torino,da diversi anni si era
trasferito a Ruta di Camogli (Genova).
La sua «Programma 101» fu una macchina assolutamente innovativa
le cui potenzialità non vennero comprese dai vertici della
Olivetti. I pc come li intendiamo oggi non; esistevano ancora e
l’ing. Perotto inventò anche la “memoria” della sua
macchina, la «cartolina magnetica», antesignana del floppy disc
Vennero prodotti 40 mila esemplari di “Programma 101”, tutti
venduti nonostante l’assenza di qualunque campagna
pubblicitaria. In quegli anni, siamo nel 1964, l’Olivetti aveva
abbandonato l’elettronica e non era organizzata per una vasta
rete commerciale. La Hewlett Packard pagò quasi un milione di
dollari per aver messo in vendita alcuni anni più tardi un
prodotto che violava alcuni brevetti della «101».
«Sognavo una macchina amichevole alla quale delegare quelle
operazioni che sono causa di fatica mentale e di errori - raccontò
l’ing. Perotto l’agosto scorso in un’intervista al Corriere
della Sera - una macchina che sapesse imparare e poi eseguire
docilmente, che immagazzinasse dati e istruzioni semplici e
intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti, che costasse
poco e fosse delle dimensioni degli altri prodotti per ufficio ai
quali la gente era abituata. Dovevo creare un linguaggio nuovo,
che non avesse bisogno dell’ interprete in camice bianco».
A quei tempi i primi calcolatori occupavano intere stanze ed
avevano un linguaggio macchina estremamente complicato.
All’altro estremo c’erano le calcolatrici da tavolo, ancora
meccaniche. L’ing. Perotto ed i suoi collaboratori usarono
transistor per la nuova macchina (i circuiti integrati non erano
ancora nati) e inventarono un linguaggio molto semplice, una sorta
di Basic con solo sedici istruzioni
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